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L’inquinamento atmosferico nella Repubblica Dominicana

L’inquinamento atmosferico di origine antropica ebbe inizio quando gli esseri umani scoprirono e impararono a controllare il fuoco. Sebbene da allora siano trascorsi secoli di sviluppo tecnologico, non si è ancora raggiunto un livello sufficiente di evoluzione capace di minimizzare gli effetti negativi o ridurre adeguatamente le emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera, con conseguenze dirette sulla qualità dell’aria che respiriamo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l’inquinamento atmosferico sia responsabile, a livello globale, dell’1,4% dei decessi e dello 0,8% degli anni di vita corretti per disabilità. Nella Repubblica Dominicana, le statistiche nazionali mostrano un elevato numero di consultazioni mediche per problemi respiratori, così come alti tassi di morbilità e mortalità infantile associati a tali patologie.

Come in molti altri Paesi in via di sviluppo, le principali fonti di inquinamento atmosferico derivano dall’utilizzo di biomassa e carbone per cucinare o riscaldare gli ambienti, nonché dall’impiego di combustibili liquidi — come olio combustibile domestico, cherosene o paraffina — per il riscaldamento e l’illuminazione.

A Santo Domingo, la città più popolosa del Paese, non esiste ancora un programma sistematico di monitoraggio della qualità dell’aria, nonostante siano stati rilevati elevati livelli di particolato atmosferico. Tale fenomeno è associato a malattie respiratorie, come la bronchite acuta, che rappresentano una delle principali cause di mortalità tra i bambini di età inferiore ai cinque anni.

Si ritiene che queste particelle provengano principalmente dalle emissioni dei veicoli, dalla produzione di energia elettrica — inclusa l’ampia diffusione di generatori privati utilizzati per compensare le carenze del sistema energetico nazionale — e dalla combustione dei rifiuti solidi.

In questo contesto sorgono interrogativi fondamentali: chi è responsabile dell’inquinamento atmosferico? Come può essere prevenuto? Chi ne garantisce il controllo?

Il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali ha adottato le misure normative necessarie per fornire un adeguato quadro regolamentare. In particolare, la Norma Ambientale sulla Qualità dell’Aria vigente nel Paese stabilisce i limiti massimi consentiti per la concentrazione degli inquinanti atmosferici, con l’obiettivo di proteggere la salute della popolazione e dei gruppi maggiormente vulnerabili.

Tale normativa include specifici divieti, tra cui la combustione all’aperto di rifiuti solidi e liquidi o di qualsiasi altro materiale combustibile.

La Repubblica Dominicana dispone inoltre di una Norma Ambientale per il Controllo delle Emissioni di Inquinanti Atmosferici Provenienti da Fonti Fisse. Questa regolamentazione stabilisce i livelli massimi consentiti di emissione nell’atmosfera generati da fonti fisse e costituisce uno strumento essenziale per il raggiungimento degli standard previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria.

La norma si applica su tutto il territorio nazionale a industrie, attività commerciali, progetti, servizi e a qualsiasi installazione che, nell’esercizio delle proprie attività, produca sostanze inquinanti in grado di alterare la qualità dell’aria.

La responsabilità del rispetto delle disposizioni finalizzate alla prevenzione dell’inquinamento atmosferico ricade su tutti i soggetti interessati, i quali devono garantire l’adozione delle misure necessarie affinché le emissioni provenienti da fonti fisse non superino i limiti stabiliti dalla normativa vigente.

Per verificare tale conformità, il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo, è tenuto a garantire il rispetto delle disposizioni normative. Nel settore industriale, ad esempio, ciò avviene attraverso ispezioni periodiche e la verifica dei Rapporti di Conformità Ambientale presentati dalle imprese.

Tuttavia, gli sforzi di controllo e supervisione possono risultare insufficienti in assenza di un piano integrato che coinvolga tutti i settori produttivi e le istituzioni competenti — tra cui la Direzione Generale della Sicurezza Stradale, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Ambiente e le amministrazioni comunali — al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità della vita nel territorio nazionale.

Finché tale approccio coordinato non sarà pienamente realizzato, l’aria che respiriamo continuerà a rappresentare un rischio significativo per la salute della popolazione.

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